Cassazione e fondi confinanti: quando opera la presunzione assoluta di pericolosità?

Corte di Cassazione  Civile, sezione seconda,  sentenza n. 22888 dell’8 Ottobre 2013.  Funzionamento della caldaiapresunzione assoluta di  pericolosità: occorre valutare nello specifico  per quali delle  componenti operi tale istituto giuridico. A regolare i  rapporti di  vicinato ed a stabilire le distanze minime da  mantenere  occorre far riferimento all’art. 889 cod. civ. Al comma secondo tale   articolo così riporta “per i tubi d’acqua pura o lurida, per  quelli di gas e  simili e loro diramazioni deve osservarsi la distanza  di almeno un metro dal  confine”.

Nel  caso in oggetto un soggetto cita in giudizio il proprio vicino   accusandolo di aver costruito opere   (nella specie, canna  fumaria,caldaia e  servizi igienici) senza rispettare le distanze di  legge.

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Al di là degli accordi intervenuti tra le parti, in parte  rispettivamente  contestanti, rileva in questa sede evidenziare come  ciascuna componente  specifica riceva dall’ordinamento differente  regolamentazione. Rigettata in  primo grado, la domanda veniva  riproposta in appello. La Corte d’appello  statuiva che “in  relazione al bruciatore della caldaia, non era applicabile  l’art. 889  c.c. in quanto riguardante solo le distanze dei tubi adducenti il  gas  alla caldaia”. La Cassazione,  quale giudice di ultima istanza,  ha avuto modo di ribadire che “negli  impianti di riscaldamento,  la caldaia, il bruciatore ed il  deposito di carburante non  sono soggetti al disposto  dell’articolo 889 c.c., prevista per la distanza dei  tubi di  adduzione di gas alla caldaia: in particolare, il bruciatore è  esente  dalla presunzione assoluta di pericolosità e dall’obbligo  di osservanza della  distanza in tema di flusso costante di sostanza  liquida o gassosa”.  Non tutte  le singole componenti richiedono dunque le medesime  distanze dal  confine per essere ritenute legittime.

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